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La nostra storia

Tradizione in movimento
1949: l’hotel Royal des Etrangers

Napoli, 1949, l’ingegnere partenopeo Roberto Fernandes acquista l'Hotel Royal des Etrangers, l’elegantissimo albergo del lungomare pressoché distrutto dai tedeschi in fuga.  

Fernandes era un imprenditore creativo e determinato, e da qualche anno stava investendo nell’allora nascente industria turistica. Al posto del vecchio Royal, voleva costruire un hotel modernissimo, con oltre 300 camere, piscina, roof garden, bar e ristorante.

Ne affidò il progetto all'architetto-ingegnere Ferdinando Chiaromonte, esponente di una nuova modernità e particolarmente attento all'aspetto tecnologico e costruttivo. 

1953: Roberto Fernandes e Gio Ponti

Per il progetto degli interni, Fernandes volle incontrare Gio Ponti, l’architetto e designer milanese che in quegli anni era diventato celebre in Italia e all’estero per la sua pionieristica ricerca sull’estetica funzionale.

I due si riconobbero reciprocamente in una comunità d’intenti: Ponti scorge in Fernandes la genialità, la visione e la voglia di fare di un imprenditore autentico e Fernandes riconosce in Ponti la capacità di dare respiro nuovo alla sua idea di impresa. 

Così, nel 1953, Ponti entra in corsa nel progetto del Royal, con l’incarico di disegnare e arredare gli interni dell'hotel e intervenire sulla piscina: originariamente immaginata al sesto piano, Ponti la spostò al decimo piano, sulla terrazza, sospesa tra il Golfo di Napoli e il Monte Echia.  

1955: il nuovo Hotel Royal

Nel 1955 inaugura il nuovo Royal, un albergo dotato di tutti i comfort più moderni: ascensori, aria condizionata, e uno stile unico.

Nelle camere, le famose testiere cruscotto con integrati comodini, luci e portariviste, i comò a 3 cassetti, le toeletta con gli specchi circolari, i poggia-valigia. Molti dei mobili e dei complementi vengono realizzati dalla ditta Dassi Mobili Moderni di Lissone, tutti vengono realizzati con essenze lignee pregiate, come noce e ciliegio, combinate con dettagli in ottone e vetro. 

Le linee pulite e le forme geometriche semplici riflettono l'approccio razionale e moderno. 

Il nuovo hotel presenta soluzioni funzionali, con nuove tecnologie messe al servizio del risparmio delle risorse naturali, in una sorta di ecologismo ante litteramNe è un esempio la scelta di alimentare la piscina con acqua di mare: l’acqua arrivava dal mare fino al decimo piano grazie a un complesso sistema ingegneristico, pensato per agire anche sul raffreddamento degli impianti. Nel 1954 la piscina del Royal finì sulla copertina della rivista Domus, salutata col titolo Una piscina sul tetto

 

 

Gli anni '70/'80: l’Hotel Continental

L’Hotel Continental era una struttura piuttosto decadente, risalente al 1911, che si trovava tra l'hotel Royal e l’hotel Vesuvio.

Nel 1978 una società immobiliare l'aveva acquistato per abbatterlo e ricostruirlo, affidandone la progettazione agli architetti Alberto Izzo e Camillo Gubitosi, due architetti molto vicini al Movimento Moderno, illustri esponenti di uno stile architettonico di respiro internazionale: le loro opere napoletane sono degli omaggi al Le Corbusier ‘brutalista’ del dopoguerra.    

Per il Continental progettarono una imponente struttura in cemento armato, con facciata ortogonale dotata di un’originale soluzione ad angolo: la facciata laterale contrapposta al vicino Hotel Royal segue l’inclinazione d’angolo di 45°, dotando così anche i balconi laterali della vista sul golfo di Napoli.  

Nel 1990, prima che entrasse in attività, l’hotel Continental fu acquistato dagli eredi dell’ingegner Fernandes 

 

 

2003: l’Hotel Royal Continental

Nel 2003, dall'unione dei servizi dei due hotel nasce l’Hotel Royal Continental, una struttura ricettiva dall’aspetto originale, costituita da due edifici diversissimi nello stile ma accomunati dalla grande personalità architettonica: spazi ampi, geometrie essenziali, materiali di pregio e un panorama straordinario sul Golfo di Napoli.  

Grazie alla sua posizione strategica, alla grande capienza e ai servizi di alto livello l’hotel si è affermato negli anni anche come punto di riferimento per grandi eventi e congressi; dispone infatti di 14 sale meeting di varie dimensioni, tutte modulari e dotate di attrezzature tecnologiche avanzate e di un auditorium da 500 posti, adatto a eventi di ogni tipo: dai congressi a eventi aperti al pubblico, come il TEDxNapoli, di cui ha ospitato diverse edizioni.

2012-2024: l'hotel diventa città, la città entra in hotel.

Nel 2012, su impulso di Teresa Naldi, nipote dell’ingegner Fernandes e fondatrice del marchio Royal Group, è stato realizzato un restauro filologico delle 24 camere del primo piano dell’edificio del Royal, per riportarle esattamente al loro design originale; nasce così il Gio Ponti Floor, un piano museo le cui camere sono esattemente così come le aveva immaginate Ponti. Il piano è spesso oggetto di visite guidate, realizzate in collaborazione con associazioni e manifestazioni culturali, come il FAI Fondo Ambiente Italiano, Open House e via così.

Sede di eventi, incontri pubblici, manifestazioni artistiche e congressi, il Royal Continental è una sorta di piazza contemporanea che si modella per rispondere alle esigenze di una metropoli in costante trasformazione, così tra il 2022 e il 2024 ha ampliato la sua offerta con un cocktail bar, un ristorante e un bar gelateria: Elements, Otto s.l.m. e Desìo. Tre food outlet con accesso su strada, pensati per gli ospiti dell’hotel ma anche per chi vive la città ogni giorno e cerca un nuovo luogo dove ritrovarsi, lavorare, o semplicemente concedersi una pausa di qualità. 

Il Royal Continental non offe solo camere e accoglienza, ma si configura come uno spazio sociale contemporaneo, aperto, dinamico e inclusivo. Un luogo vivo, la cui vita si intreccia con la vita quotidiana del territorio.